TROVATE LE AUTORIZZAZIONI DEL PONTE (anno 1967) IL TELECONTROLLO E’ POSSIBILE – LA REGIONE RETTIFICHI IL QUESITO

 

Nel riscontrare la Sua pregiatissima di prot. 643 del 29-03-2017, con la quale Ella trasmette la nota (di pari data, avente prot. 637) a firma dell’Ing. Alberto Piras, inerente la richiesta di valutazione nel merito della proposta da noi formulata in data 24 marzo, riteniamo doveroso significarLe quanto segue:

In primo luogo – contrariamente a quanto affermato dall’Ing. Alberto Piras – la richiesta del Comitato non è riferita “alla messa in sicurezza dell’attraversamento sulla strada 52”, ma bensì all’attraversamento sulle strade n° 26 e n° 51 (ove, come noto, insiste l’attuale ponticello);

Sorprende inoltre che il quesito sia stato posto non in modo imparziale (a giudizio dello scrivente, dette condizioni, contrariamente a quanto asserito dal Comitato, non appaiono soddisfatte), come da tutti auspicato, ma parrebbe con l’intento di precostituire – in capo agli uffici interpellati – una risposta negativa, basata peraltro su presupposti erronei dei quali si chiede formalmente una rettifica.

Ed invero, contrariamente a quanto affermato dall’Ing. Alberto Piras secondo cui “il ponte esistente risulta privo del prescritto nulla osta idraulico ex art. 93 del R.D. n. 523/1904 e l’ente proprietario non ha dimostrato che l’opera è conforme alle norme di settore vigenti all’epoca della sua realizzazione”, non solo il ponte era autorizzato, ma era finanche stato realizzato dal Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste nel lontano 1967 e successivamente dall’Assessorato all’Agricoltura e Foreste della Regione Autonoma della Sardegna (cui erano state delegate le competenze).

Tutto ciò emerge per tabulas dalla allegata documentazione e dalla relativa tavola di progetto, dal quale si evince inoltre che anche le dimensioni della luce e della campata sono identiche all’attuale attraversamento.

Il secondo requisito richiesto dalla “direttiva per lo svolgimento delle verifiche di sicurezza delle infrastrutture esistenti di attraversamento viario o ferroviario del reticolo idrografico della Sardegna, nonché delle altre opere interferenti” è pertanto indubitabilmente acquisito.

Si richiede con la presente la rettifica del quesito posto alla luce dei predetti documenti.

Per quanto concerne invece il primo punto “gli Enti proprietari, gestori o concessionari sono tenuti a motivare adeguatamente che le singole opere sono essenziali, l’assenza di alternative tecnicamente ed economicamente sostenibili, la non delocalizzabilità delle stessecome peraltro già affermato nel corso dell’ultima riunione, lo spirito di collaborazione che fino ad ora sta prevalendo dovrebbe consentirci di evitare che si formulino quesiti al solo scopo di delegare a terzi l’ingrato compito di formulare un diniego.

Infatti, laddove la lettura fosse quella dell’Ing. Alberto Piras, basterebbe il solo fatto che sono stati stanziati oltre 7 milioni di euro per ritenere inammissibile la proposta del Comitato, e probabilmente nessuno di noi (Assessore compreso) avrebbe perso tempo a richiedere risposte a quesiti che sconfinerebbero nel ridicolo.

Anche perché nessuno potrebbe mai nel XXI secolo certificare “l’assenza di alternative tecnicamente sostenibili”, posto che l’uomo ha recentemente inviato dal cosmodromo russo di Baikonur in Kazakistan una navicella spaziale diretta su Marte, ha esplorato le profondità di tutti gli oceani e sta studiando con perizia gli effetti dell’energia scambiata da due protoni che si scontrano frontalmente alla velocità della luce.

Si possono realizzare oggi ponti, anche sospesi, lunghi chilometri.

In verità – come detto nel corso della riunione – mentre il punto relativo alle eventuali autorizzazioni del ponte era dimostrabile esclusivamente con la produzione degli atti cartacei, l’aspetto relativo alla assenza di alternative tecnicamente ed economicamente sostenibili andrebbe valutato con equilibrio e saggezza, in difetto del quale produrrebbe solo dinieghi e renderebbe inapplicabile la norma (come detto, la scienza e la tecnologia hanno raggiunto una perizia tali da rendere possibile superare ogni tipo di campata in qualunque situazione climatica).

Si conferma pertanto la richiesta di valutare l’opportunità di contemperare le ben note esigenze di messa in sicurezza e di tutela dell’ambiente attraverso l’installazione di un efficiente sistema di protezione civile telecontrollato, unitamente all’aumento delle campate dell’attuale ponticello ed ad una più accurata pulizia, soprattutto a monte, dell’alveo del Rio San Gerolamo, garantendo una sicura via di transito con la messa in sicurezza dell’attraversamento limitrofo all’Hydrocontrol.

Nelle more di poter discutere ed approfondire tali argomenti, desideriamo salutarLa cordialmente.

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