ASSEMBLEA ABITANTI DI POGGIO DEI PINI – LA COOPERATIVA SI UNIFORMA ALLA LINEA DEL COMITATO

Assemblea08aprileNelle more di potervi inviare le foto e gli audio integrali della affollatissima assemblea di sabato, vi trasmettiamo il deliberato assunto all’unanimità dalla stessa.

Prendiamo atto con piacere che al termine di un corretto ed equilibrato dibattito il Presidente della Cooperativa Anedda abbia condiviso la linea del Comitato in ordine alla necessità di contemperare messa in sicurezza e tutela dell’ambiente e del paesaggio attraverso l’installazione di un efficiente sistema di telecontrollo ed un aumento delle campate dell’attuale ponticello, evitando una autentica e licenziosa colata di oltre 7 milioni di euro di cemento armato precompresso nel cuore di Poggio dei Pini, in coda al lago.

Desideriamo inoltre ringraziare vivamente il presidente del FAI Sardegna Prof.ssa Maria Antonietta Mongiu per l’autentico spessore culturale del suo intervento, che a breve sarà disponibile nel sito del comitato www.comitatonoviadotto.com.

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L’ASSEMBLEA DEGLI ABITANTI DI POGGIO DEI PINI

 premessa la assoluta ed imprescindibile necessità di una messa in sicurezza della viabilità in coda al lago di Poggio dei Pini;

considerato che con Ordinanza n. 63/3 del 18 gennaio 2017 l’Assessore dei Lavori Pubblici, in qualità di soggetto attuatore del Commissario straordinario delegato per la realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, ha approvato il progetto preliminare del nuovo attraversamento sul Rio san Gerolamo, in località Poggio dei Pini, progettato dalla Metassociati Srl;

considerato altresì di condividere le affermazioni contenute nella deliberazione unanime del Consiglio comunale di Capoterra n. 18/2016,

accertato che la soluzione proposta dalla capogruppo Metassociati Srl di Macomer, si presenta come la riproposizione acritica e sterile di soluzioni viarie proprie di compendi di periferie suburbane di dubbia qualità estetica, o di anonimi viadotti e svincoli di arterie stradali di rango statale ove prevalgono le esigenze tecniche sulle ragioni paesaggistiche ed ambientali;

rilevato che in data 02 aprile 1973 la Commissione per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche della Provincia di Cagliari ha deliberato – nell’area in questione – un vincolo paesaggistico ai sensi della L. 29.6.1939 n. 1497, motivato dalla bellezza delle foreste, della fauna e delle sorgenti idriche;

rilevato altresì che nella seduta del 6 luglio 1977 la medesima Commissione per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche della Provincia di Cagliari, ha deliberato un nuovo vincolo, che include ed amplia il precedente;

osservate e condivise pienamente le motivazioni a supporto della imposizione del vincolo di tutela su tale meravigliosa area:

– “Fa parte del complesso orografico del Sulcis sud-orientale, di estrema rilevanza paesistica. Esso è visibile da tutto l’arco del Golfo degli Angeli e ne costituisce una corona naturale ricca di vegetazione e dell’unica popolazione relitta del cervo sardo (…..)”;

– “Il complesso costituisce un insieme inscindibile di notevole interesse pubblico, ricco di elementi di rilievo che meritano di essere conservati e considerato che tale complesso comprende l’area proposta dall’organizzazione dell’UNESCO M.A.B. (Man and Biosyhere) per la riserva della biosfera (…..);

“La predetta zona ha notevole interesse pubblico ai sensi dell’art. 1, n. 3 e 4 della legge del 29/6/1939 n. 1497, per la rilevante bellezza del territorio rappresentato da zone completamente coperte da densa vegetazione: macchia a corbezzolo, con esemplari del diametro fino a 40 centimetri e altezza di 5+6 metri e macchia ad Euphorbia dendroides e Calichotome villosa sulle pendici rocciose e assolate. Sono da segnalare anche l’abbondanza e la varietà della fauna, compreso il cervo sardo e le innumerevoli sorgenti idriche”;

“Il tutto costituisce un quadro naturale di grande rilievo e suggestività”.

valutato che alla luce delle condivisibili ed ancora attuali argomentazioni addotte dal Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali a corredo del verbale di apposizione del vincolo, appare del tutto evidente che la realizzazione – nel cuore della città-giardino di Poggio dei Pini – di un imponente viadotto in cemento armato precompresso di oltre 120 metri e sopraelevato di 6 metri dal piano di campagna, con una gigantesca rotatoria metropolitana da realizzarsi in quota mediante accumulo di materiali di riporto, rappresenti inequivocabilmente un disvalore paesaggistico ed una ferita imperitura all’assetto ambientale ed al consolidato equilibrio estetico e visivo del luogo, con conseguente deturpamento della scenografia di tratti di elevato valore paesaggistico;

accertato che, anche attraverso la eventuale proposizione di prescrizioni tecniche, appare assai difficile rendere compatibile l’intervento edilizio con la cornice paesaggistica in cui è inserito;

ribadito che le indicazioni contenute nel progetto preliminare “sono vincolanti per il progettista, tanto che nella verifica del preliminare e nella validazione del progetto esecutivo deve essere certificata la conformità delle soluzioni progettuali adottate rispetto al documento preliminare”, e che pertanto risulta tecnicamente e giuridicamente impossibile apportare modifiche sostanziali al progetto preliminare della Metassociati;

valutata l’opportunità di contemperare le ben note esigenze di messa in sicurezza e di tutela dell’ambiente attraverso l’installazione di un efficiente sistema di protezione civile telecontrollato, unitamente all’aumento delle campate dell’attuale ponticello ed ad una più accurata pulizia, soprattutto a monte, dell’alveo del Rio San Gerolamo, garantendo una sicura via di transito con la messa in sicurezza dell’attraversamento limitrofo all’Hydrocontrol;

accertato che, contrariamente a quanto da sempre affermato dalla Regione, non solo il ponte in coda al lago era autorizzato, ma era finanche stato realizzato dal Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste nel lontano 1967 e successivamente dall’Assessorato all’Agricoltura e Foreste della Regione Autonoma della Sardegna (cui erano state delegate le competenze), e che il secondo requisito richiesto dalla “direttiva per lo svolgimento delle verifiche di sicurezza delle infrastrutture esistenti di attraversamento viario o ferroviario del reticolo idrografico della Sardegna, nonché delle altre opere interferenti” è pertanto indubitabilmente acquisito;

osservato, per quanto concerne invece il primo punto “gli Enti proprietari, gestori o concessionari sono tenuti a motivare adeguatamente che le singole opere sono essenziali, l’assenza di alternative tecnicamente ed economicamente sostenibili, la non delocalizzabilità delle stesse”, tale aspetto andrebbe valutato con equilibrio e saggezza, in difetto del quale produrrebbe solo dinieghi e renderebbe inapplicabile la norma (la scienza e la tecnologia hanno infatti raggiunto una perizia tali da rendere possibile superare ogni tipo di campata in qualunque situazione climatica);

TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO

L’ASSEMBLEA DEGLI ABITANTI DI POGGIO DEI PINI

DELIBERA

di ritenere tecnicamente e giuridicamente impossibile apportare modifiche sostanziali al progetto preliminare della Metassociati;

  • di richiedere con forza che l’esigenza della messa in sicurezza e della tutela dell’ambiente e del paesaggio vengano contemperate attraverso l’installazione di un efficiente sistema di protezione civile telecontrollato, unitamente all’aumento delle campate dell’attuale ponticello ed ad una più accurata pulizia, soprattutto a monte, dell’alveo del Rio San Gerolamo, garantendo una sicura via di transito con la messa in sicurezza dell’attraversamento limitrofo all’Hydrocontrol;
  • di ritenere giuridicamente fattibile tale premenzionata ipotesi, laddove eventualmente necessario con la modifica della deliberazione della G.R. 43/2 del 01/09/2015 con l’aggiunta della parola “ambientalmente” [gli Enti proprietari, gestori o concessionari sono tenuti a motivare adeguatamente che le singole opere sono essenziali, l’assenza di alternative tecnicamente, AMBIENTALMENTE ed economicamente sostenibili, la non delocalizzabilità delle stesse];
  • di richiedere a Comitato e Cooperativa di uniformarsi pedissequamente a tali indicazioni negli atti e negli incontri con la Regione.

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