L’ING. ROBERTO TRUDU SMENTITO ANCHE DAL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI – IL PRELIMINARE NON SI PUO’ MODIFICARE SOSTANZIALMENTE

ConsiglioSuperioreLavoriPubbliciquesitopreldefinitivo

Abbiamo dovuto perfino scomodare il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, massimo organo tecnico consultivo dello Stato, ponendo un semplice quesito sui limiti alla modifica di un progetto nel passaggio da preliminare a definitivo.

Non certo perché avessimo molti dubbi, ma perché – quando il quesito è stato posto (02/03/2017) – non si era ancora tenuta la grande assemblea degli abitanti di Poggio dei Pini, e il presidente della Cooperativa Sandro Anedda, che ingenuamente ed in perfetta buona fede era stato beffato dall’Assessore Maninchedda (ben più scaltro di lui), continuava incredibilmente a credere di poter legittimamente modificare sostanzialmente forma, materiali e tipologia dell’orrendo viadotto (ciascuno può rileggere le varie mail ufficiali della Cooperativa).

Il presidente Anedda naturalmente precisava di “non essere un esperto del settore”, e per questo riteneva opportuno affidarsi agli esperti (nel caso di specie l’Ing. Roberto Trudu, componente del Consiglio di amministrazione).

Orbene, a giudizio di Roberto Trudu, ingegnere con doppia laurea in scienze dei servizi giuridici, “il buon Magi non è supportato da un’adeguata cultura giuridica, ma solo da una notevole eloquenza (tipica dei politici di professione) con tanto populismo e poco buon senso. Vengo al dunque: troppe volte il Magi ha detto e ripetuto che il progetto preliminare non può essere modificato in sede di progetto definitivo, l’ha detto tante di quelle volte che probabilmente ha finito per crederci lui stesso. Ma ora è venuto il momento di sfatare questo mito”.

Al termine di numerose “erudite” considerazioni, che altro non erano che posticci copia ed incolla di norme completamente inconferenti, Trudu affermava che “si deve insomma concludere che il progetto preliminare PUO’ ESSERE MODIFICATO (e deve essere modificato) e tutto il castello costruito da Magi è puramente strumentale a sostenere il teorema da egli stesso costruito per giustificare la sua stessa consistenza”.

Ma c’è di più: in un successivo parere pubblico l’Ing. Roberto Trudu “pur umanamente sorridendo per il suo goffo tentativo di “scroccarmi” una consulenza gratuita” e “professionalmente tentato di declinare la sua richiesta”, ha perseverato nel ribadire tali surreali ed inverosimili pareri, affermando “modestamente” di voler “guidare come un novello Virgilio negli oscuri meandri delle regole dei Contratti Pubblici, la prego non si inalberi giovane Magi, ho detto proprio i Contratti Pubblici, riferendomi proprio al Codice dei Contratti Pubblici”.

Ebbene, tali strampalate tesi sono state clamorosamente smentite dalla risposta nientemeno che del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che nell’Adunanza del 20 aprile (ConsiglioSuperioreLavoriPubbliciquesitopreldefinitivo) ha affermato che “eventuali modifiche sostanziali ad un progetto – peraltro elaborato in esito ad una procedura concorsuale ed approvato, per quanto rilevabile dalla nota richiamata, a valle della Conferenza di Servizi – richiedono, oltre alla necessità di riproporre, in tutto o in parte, l’iter approvativo del progetto da parte dei soggetti competenti, anche l’attenta valutazione di tutti gli impegni assunti e delle obbligazioni discendenti dal contratto sottoscritto con il progettista (…..)”.

Tradotto: non solo – come ovvio – in caso di modifiche sostanziali andava riapprovato il progetto preliminare, ma il massimo organo dello Stato in materia di lavori pubblici mette “gentilmente” in guardia anche sull’eventuale danno erariale. Cosa anche questa fin da principio sostenuta.

Era infatti inverosimile che un progetto preliminare pagato quasi 100.000 euro potesse essere liberamente modificato.

Desideriamo concludere con le parole di Angelo Pani: “eravamo come quei polli che, tenuti penzoloni per le zampe, si scambiavano furibonde beccate. E, mentre stavamo per finire in pentola, pensavamo solo a farci del male. Ma sabato sera, all’assemblea convocata dal Comitato No Viadotto per discutere sul ponte in cemento armato voluto dalla Regione, è accaduto un fatto inatteso: i capponi hanno smesso di litigare. Nella sala di piazzetta Ricchi, zeppa di poggini come non si vedeva da anni, abbiamo assistito al trionfo laico della Ragione. Niente grida, niente invettive, niente accuse incrociate: prendendo la parola dopo Franco Magi che, nel ricostruire gli eventi non aveva risparmiato agli amministratori qualche colpo di fioretto, il presidente  della Cooperativa Sandro Anedda ha accettato l’invito a guardare avanti accantonando le polemiche del passato. “Mettiamo da parte qualsiasi contrapposizione –  ha affermato – noi non siamo favorevoli alla realizzazione del ponte”. E, per non lasciare adito a dubbi, ha aggiunto che la Cooperativa collaborerà col Comitato per respingere il progetto di un ponte lungo 120 metri e più alto dei viadotti che si stanno costruendo sulla nuova statale 195. Al suo posto, sarà caldeggiata la scelta di un sistema di telecontrollo installato su un ponte poco più grande di quello attuale. Era questa la soluzione caldeggiata dal Comitato, contrapposta  a quella degli amministratori della Cooperativa, favorevoli a una semplice modifica  del progetto contestato.  La salva di applausi che ha accompagnato la risoluzione finale contraria al mega viadotto toglie ogni adito ai dubbi e sancisce una unità di intenti che non si vedeva a Poggio dei Pini dai giorni tragici dell’alluvione”.

Tutto questo grazie ai tanti volontari del Comitato che, nonostante i maldestri tentativi di strumentalizzazione e gli insulti ricevuti, hanno portato la Cooperativa a cambiare completamente la propria incomprensibile posizione.

E che probabilmente salveranno anche il futuro di Poggio dei Pini.

 

Primo parere Ing. Trudu: https://poggiodeipini.blogspot.it/2017/02/trudu-il-progetto-preliminare-si-puo.html

Secondo parere Ing. Trudu: https://poggiodeipini.blogspot.it/2017/03/il-progetto-preliminare-si-puo.html

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