VA IN ONDA LA FARSA…

Nessuno di noi si era illuso in una risposta favorevole da parte della Regione, e fin dal principio avevamo affermato che Maninchedda ed i suoi uffici avevano “goffamente” formulato ad ADIS e STOICA il quesito in modo non imparziale, preordinandosi una risposta negativa e lasciando furbescamente agli altri l’ingrato compito di formulare diniego.

Oggi ne abbiamo la certezza.

E’ pervenuta infatti al Comitato la comunicazione dell’Assessore Maninchedda che “suo malgrado” è “costretto” a realizzare il “meraviglioso” viadotto in stile 554 progettato dalla Metassociati di Macomer.

In tale comunicazione (scarica Prot. n.929 del 26.05.2017) Maninchedda afferma che “alla luce di quanto prospettato nei richiamati pareri, emerge che le soluzioni tecnico-organizzative proposte dal Comitato non sono in linea con la normativa vigente e non sono idonee a sostituire la scelta progettuale del rifacimento del ponte sul Rio San Gerolamo”.

Maninchedda conclude sostenendo che “non possono non confermarsi le determinazioni già assunte dallo scrivente e, in particolare, l’Ordinanza commissariale n. 63/3 del 18.01.2017 di approvazione del progetto preliminare

In verità però la nota del servizio STOICA (ex Genio civile, scarica Parere STOICA) non dice assolutamente questo: infatti, se da un lato afferma “che non esistono agli atti di questo Ufficio istanze di verifica di sicurezza delle infrastrutture esistenti”, conclude sostenendo che “il Servizio richiesto non è messo nelle condizioni di valutare alcuna proposta concreta di intervento”.

La nota dell’ADIS (scarica Parere ADIS) è invece ben più “ironica”. Riconosce che la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 febbraio 2004 ammette che “si possa ricorrere a un insieme coordinato di opere strutturali di adeguamento e di misure non strutturali di protezione civile per la gestione del rischio derivante dalla insufficienza dell’attraversamento esistente”, ma parafrasando la nota degli uffici di Maninchedda (nella quale nel formulare la domanda indicavano anche la risposta “gradita”), sostiene che il viadotto “di rara bruttezza” costituisce una soluzione “tecnicamente ed economicamente sostenibile”.

La verità è che Maninchedda era sicuro della abusività dell’attuale ponte, ed alla luce del ritrovamento delle autorizzazioni è costretto ad arrampicarsi sugli specchi per difendere la soluzione progettuale della Metassociati di Macomer, vincitrice addirittura del concorso internazionale di progettazione.

Noi ci auguriamo vivamente che la Regione eviti di spendere altre centinaia di migliaia di euro per la progettazione definitiva ed esecutiva del viadotto, che incontra la più ferma opposizione degli abitanti e delle istituzioni locali.

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