LA COOPERATIVA BATTA UN COLPO!

Il Comitato continua (e continuerà anche per il futuro) la sua battaglia per impedire che nel cuore di Poggio dei Pini venga realizzato un gigantesco viadotto in cemento armato precompresso in stile “554”. Le attività e l’impegno del Comitato sono note a tutti, ma in verità esiste un soggetto istituzionale – la Cooperativa Poggio dei Pini – che dovrebbe fare altrettanto.

Senza alcuno spirito polemico, non possiamo sottacere che ci preoccupa fortemente il “silenzio assordante” ed il comportamento di questi ultimi mesi: infatti, siamo passati dalla volontà di Sandro Anedda e del suo gruppo di vedere realizzato il viadotto (il 27 febbraio 2017 scrivevano addirittura al Sindaco di Capoterra di “dimostrare lungimiranza e coraggio” prendendo in carico la progettazione definitiva/esecutiva del viadotto “di rara bruttezza” – sostenendo finanche che lo avrebbero aiutato a “trovare le risorse per gestire l’appalto”, scarica Aneddavogliamoilponte) – alla grande assemblea del giorno 08 aprile, convocata dal Comitato. nella quale il presidente della Cooperativa ha “ingranato” una retromarcia totale, uniformandosi alle posizioni del Comitato (e della totalità degli abitanti di Poggio dei Pini).

Sorprende però il comportamento di Sandro Anedda, che ha poi ritenuto di disertare una importante riunione convocata dall’Assessore Maninchedda, assumendo a fondamento la asserita ed inverosimile necessità “di ricomporre gli organi esecutivi”, smentita però per tabulas da egli stesso che correttamente firmava la lettera come presidente della società (esiste infatti il principio della continuità amministrativa).

Preoccupa inoltre anche il contenuto di tale lettera (scarica LetteraAneddaManinchedda), con la “timida” indicazione dell’ipotesi del telecontrollo definito come “da privilegiare”, quando in realtà l’assemblea degli abitanti di Poggio dei Pini aveva invece deliberato “di richiedere con forza che l’esigenza della messa in sicurezza e della tutela dell’ambiente e del paesaggio vengano contemperate attraverso l’installazione di un efficiente sistema di protezione civile telecontrollato, unitamente all’aumento delle campate dell’attuale ponticello ed ad una più accurata pulizia, soprattutto a monte, dell’alveo del Rio San Gerolamo, garantendo una sicura via di transito con la messa in sicurezza dell’attraversamento limitrofo all’Hydrocontrol”.

Ci auguriamo che la “retromarcia” dell’8 aprile non sia stata dettata da una mera strategia elettorale, e per questo confidiamo che gli amministratori della Cooperativa partecipino alla riunione indetta dal Comitato per il giorno giovedì 08 giugno.

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