UNA PRINZ PUO’ DIVENTARE UNA ROLLS ROYCE?

Anche i più refrattari hanno finalmente capito che è tecnicamente e giuridicamente impossibile modificare sostanzialmente un progetto preliminare nella forma, nei materiali e nella sostanza. La tripartizione dei livelli progettuali (preliminare, definitivo ed esecutivo) implica infatti che le scelte fatte proprie dal progetto definitivo e da quello esecutivo devono rispettare i criteri, i vincoli e le indicazioni del progetto preliminare (Consiglio di Stato, Sez. IV, 29 agosto 2003 n. 4350).

Abbiamo però dovuto perfino scomodare il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (massimo Organo tecnico consultivo dello Stato) per dimostrare che le “suggestive” tesi giuridiche portate avanti dal Consigliere di amministrazione della Cooperativa Ing. Roberto Trudu (ed inverosimilmente fatte proprie dai vertici della Cooperativa) erano in realtà prive di qualsivoglia fondamento logico, tecnico e giuridico.

Detto in parole povere, il viadotto “di rara bruttezza” della Metassociati Srl di Macomer non sarebbe mai potuto diventare un ponte di rara bellezza. Si sarebbe infatti potuto cambiare il colore del viadotto, magari pitturando il cemento armato di “verdolino”, si sarebbero potute placcare con pietre le poderose pile in cemento alte 7 metri, si sarebbero potute aggiungere delle panchine. Ma il viadotto sarebbe comunque diventato “di rara bruttezza 2.0”.

Per lo stesso motivo, una NSU Prinz potrebbe diventare una Rolls Royce? Proviamo ad immaginarlo: si potrebbe cambiare il colore, si potrebbe aggiungere una bella autoradio, si potrebbero inserire i fari allo xeno, si potrebbero montare confortevoli sedili in pelle……… ma sempre una Prinz rimarrebbe!

Non serviva un grande sforzo intellettuale per capirlo, sarebbe stato sufficiente un minimo di buon senso. Che per fortuna hanno avuto la stragrande maggioranza degli abitanti di Poggio dei Pini.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Giacomo ha detto:

    Meglio la Prinz.

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  2. Giacomo ha detto:

    Per l’ingegner Mulas: Si legga l’articolo 35 dello statuto. Basta il 10% dei soci per richiedere una assemblea. Ma poi, si vorrebbe togliere un diritto sacrosanto dei soci per fatti che non sono molto chiari e per difendere la Cooperativa/Paesaggio dai balordi?

    Purtroppo , a questo punto, non credo a tutto il resto.

    Giacomo Cillocu

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