IL GRUPPO DI INTERVENTO GIURIDICO IN DIFESA DI POGGIO DEI PINI

Il Comitato, tramite l’amico Angelo Pani, ha contattato il Gruppo di Intervento Giuridico, che si è schierato in difesa della straordinaria bellezza di Poggio dei Pini ed a favore di una messa in sicurezza intelligente ed equilibrata, che sappia coniugare l’ambiente ed il paesaggio con le opere da realizzare.

Vi invitiamo a leggere l’articolo pubblicato dalla associazione in data odierna https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2017/08/30/come-affrontare-le-emergenze-determinate-dal-dissesto-idrogeologico-in-val-bregaglia-svizzera-e-sul-rio-san-girolamo-capoterra-poggio-dei-pini/, che ringraziamo fin d’ora per l’aiuto che vorrà e potrà dare alla nostra causa.

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  1. Giacomo ha detto:

    Ottimo!! In Svizzera i rii sono gestiti con sistemi di rallentamento delle acque. Ci sono fiumi di portate enormi , fiumi medi e piccoli.

    Il Rio San Gerolamo non ha causato danni per colpa della cementificazione selvaggia che è pressochè inesistente nei suoi 7 km di percorso , i danni sono stati causati da una serie di fattori che si sono sommati, così succede in tutte gli incidenti e le tragedie di ogni tipo. Riepilogo di nuovo i fattori: Piogge anomale per quantità dovute a ciclicità ma con probabili cause derivanti dai cambiamenti climatici in corso in tutto il pianeta, l’area del mediterraneo è uno dei maggiori hot spot dove i cambiamenti hanno peso maggiore. Vicinanze di fabbriche che emettono aria calda nell’atmosfera, abbiamo una centrale elettrica da 500 mgwh a circa 5 km in linea d’aria, tali centrali causano le isole di calore che amplificano i fenomeni di questo tipo. Altra causa è stata l’assenza delle manutenzioni ordinarie sopratutto della parte alta la quale ha subito incendi per più di 20 anni. Un altro fattore è stato determinato dal cedimento di un rilevato stradale a monte del Poggio , tale rilevato, alto 5 mt e lungo 40 , eseguito nel 2004 a cura della regione, così si dice, , è collassato riversando nel rio già in piena circa 40 mila mc d’acqua.

    Purtroppo se si continua a dire che il cemento è il fattore che ha determinato l’alluvione si continua e non vedere i sistemi per tutelare e mettere in sicurezza il territorio, capisco che a volte si sbaglia in buona fede ma prima bisognerebbe informarsi bene e sapere che soltanto conoscendo tutto si può poi procedere evtiando ponti inutili calcolati male proprio perchè i fattori sono diversi e mal studiati proprio perchè si tralasciano eventuali altre realtà.

    Ci sono da evidenziare i lavori alle foci i quali hanno causato e causeranno la salinizzazione di un’area enorme che prima era fertile, infatti il mare è entrato per circa 200 metri all’interno. Non è un rio navigabile, giusto per calmare i sognatori, il fondale del mare è basso e il rio c’è 4 mesi all’anno e quando ci sono le alluvioni non esistono i sitemi a monte per frenare la furia delle acque, ne tantomeno esiste una foce larga. I lavori eseguiti sono uno sbaglio? questo dovrebbe allarmare chi di dovere

    Sintesi: manutenzione ordinaria mancante, assenza di piani di rimboschimento dei versanti distrutti dal fuoco, rilevati, canaletti e lavori alle foci fatti nel 2004 tutti sbagliati. Regione Sarda c’entra qualcosa?

    In più aggiungiamo il calore prodotto dalla centrale elettrica e che solo in Sardegna potevano fare, sempre grazie a certi poltici sardi. La centrale ha una potenza pari a un terzo dell’energia consumata in Sardegna e viene alimentata con scorie del petrolio senza possiblità di depurazione, tali scorie sembrerebbe che arrivino da molte parti , la solita discarica ….

    Chi smentisce queste palesi responsabilità e realtà, è successo diverse volte in questi anni, o ci lavora ed è un dipendente, sopratutto nella traccas de is molentis ( regione ) o non ha studiato bene tutto quello che è successo.

    Ciao Giacomo

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