GLI EFFETTI DEL CATTIVO GOVERNO

L’Allegoria del Cattivo Governo è dipinto in maniera speculare all’Allegoria del Buon Governo, e doveva permettere il diretto confronto didascalico con quell’affresco.

La città è pericolante e piena di macerie, perché i suoi cittadini distruggono piuttosto che costruire, vi si svolgono omicidi, vengono arrestati innocenti, le attività economiche sono miserabili. La campagna è incendiata ed eserciti marciano verso le mura. In cielo vola il sinistro Timore. Il risultato appare denso di riferimenti storici artistici e letterari.

Nella zona destra della parete, al centro, siede in trono la personificazione della Tirannide (Tyrannide), una mostruosità con le zanne, le corna, una capigliatura demoniaca, lo strabismo e i piedi artigliati, in decisa contrapposizione con il Comune nell’Allegoria del Buon Governo. La tirannide non ha alcuna corda vincolante e ai suoi piedi è accasciata una capra nera demoniaca, antitesi della lupa allattatrice dei gemelli. Sopra di lei volano tre vizi alati, sostituitisi alle tre virtù teologali dell’altro affresco. Questi sono l’Avarizia (Avaritia), con un lungo uncino per arpionare avidamente le ricchezze e due borse le cui aperture sono strette in una morsa, la Superbia (Superbia), con la spada e un giogo, e la Vanagloria (Vanagloria), con uno specchio per ammirare la propria bellezza materiale e una fronda secca, segno di volubilità.

Accanto alla Tirannide siedono invece le personificazioni delle varie sfaccettature del Male, opposti alle virtù cardinali, alla Pace e alla Magnanimità dell’Allegoria del Buon Governo. A partire da sinistra troviamo la Crudeltà (Crudelitas), intenta a mostrare un serpente ad un neonato; il Tradimento (Proditio), con un agnellino tramutato in scorpione a livello della coda, simbolo di falsità; la Frode (Fraus), con le ali e i piedi artigliati; il Furore (Furor), con la testa di cinghiale, il torso di uomo, il corpo di cavallo e la coda di cane, simbolo di ira bestiale; la Divisione (Divisio), con il vestito a bande bianche e nere verticali (rovesciamento della balzana senese, che invece ha le bande orizzontali) e con la sega, antitesi della pialla livellatrice di contrasti della Concordia nell’Allegoria del Buon Governo; la Guerra (Guerra), con la spada, lo scudo e la veste nera.

Sotto la Tirannide troviamo invece la Giustizia, che era assisa in trono nell’Allegoria del Buon Governo, ma che adesso è a terra, soggiogata, spogliata del mantello e della corona, con le mani legate, i piatti della bilancia rovesciati per terra e l’aria mesta. È tenuta con una corda da un individuo solo piuttosto che dalla comunità intera. Accanto a lei ci sono le vittime del malgoverno, cioè i cittadini. Questa è anche la parte più lacunosa dell’affresco, per cui molte cose risultano di difficile interpretazione. A destra della Giustizia soggiogata vediamo due individui contendersi un neonato con la violenza e, ancora più a destra, altri individui lasciare con le mani mozze due cadaveri a terra. La scena alla sinistra della Giustizia risulta di difficile interpretazione, mentre siamo del tutto impossibilitati a vedere la scena lacunosa sotto l’arco all’estrema destra dell’affresco, una porta cittadina dove doveva avvenire qualche misfatto.

Superbia, Avarizia e Vanagloria, che come detto fanno da contorno al tiranno, sono tre peccati capitali già presenti nella “Divina Commedia” dantesca. Nel canto VI dell’inferno si trova il concetto dell’avarizia, dove il peccatore Ciacco chiede a Dante informazioni sull’andamento socio-politico della sua terra, Firenze. Un altro riferimento alla massima opera dantesca, è relativo alla vanagloria, che è possibile ricercare nel XIII canto del Purgatorio, ove i condannati sono, in buona parte, provenienti dalla città di Siena: un luogo dove prevale il clima di guerra, suscitato dalle raffigurazioni di strade e ponti percorsi solamente da soldati. Le tre allegorie dei peccati possono simboleggiare le tre famiglie principali di Firenze, che erano in lotta per il potere. Nell’Allegoria è possibile notare la scena di un delitto. Qui viene presentato un corpo inerte per terra, con due soldati che arrestano l’accusato, vestito di porpora. Colore che rievoca i tratti dell’innocenza morale della persona nel Cattivo Governo. E ancora le campagne, il bene più prezioso, sono distrutte e incendiate dalla guerra provocata dalla tirannide.

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Tutti noi confidiamo di non vedere mai, a Poggio dei Pini, gli effetti del “cattivo governo” della Regione guidata da Maninchedda e Pigliaru, che vorrebbe calare e colare in area sottoposta ad un duplice vincolo di tutela paesaggistica un abnorme viadotto di cemento armato precompresso lungo 120 metri ed alto 7, del costo di oltre 7 milioni di euro.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Fabio Argiolas ha detto:

    Mi sono permesso di condividere l’articolo nella mia pagina Facebook: https://www.facebook.com/fabioargiolasofficial/posts/2221301898141787

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