IL “RITORNO” DELL’ING. LUDOVICA MULAS: “INTERDIRE IL PASSAGGIO NEL PONTE IN CODA AL LAGO”

Dopo quasi un anno di silenzio, dovuto probabilmente al cumulo di “brutte figure” inanellate su questioni di elementare comprensione (immodificabilità sostanziale di un progetto preliminare nel passaggio a definitivo/esecutivo) – che assumevano invece difficoltà titaniche – ecco a pochissimi giorni dall’evento alluvionale del 10 ottobre riapparire “magicamente” l’ing. Ludovica Mulas (che non ha mai fatto mistero di voler di vedere realizzato il gigantesco viadotto in coda al lago).

Profittando della intensa pioggia dei giorni scorsi, incurante del fatto che l’intero sud Sardegna è stato sommerso di acqua e che ben più gravi situazioni di criticità si sono manifestate in altri luoghi, ha ritenuto di dover scrivere al Sindaco di Capoterra una lettera (con unita una istanza di accesso agli atti amministrativi) dai contenuti e dalle forme a dir poco irrituali.

All’Ing. Ludovica Mulas, infatti, “preme avere notizie relativamente a quanto segue”: (scarica LetteraLudovicaMulas)

  • accertamenti sulle condizioni di stabilità del ponte in coda al lago di Poggio dei Pini;
  • condizioni di stabilità e portata del ponte in coda al lago di Poggio dei Pini;
  • il motivo che ha spinto la S.V. (il Sindaco) a non interdire il passaggio sul medesimo ponte (…);

Seguono altre strampalate richieste, ma sorprende la sterile e infantile “minaccia” di agire “presso le autorità competenti”.

Noi non conosciamo la risposta che il Sindaco di Capoterra offrirà all’ing. Ludovica Mulas, ma ci permettiamo di provare ad elaborarne una noi:

Ill.ma Ing. Ludovica Mulas,

riscontro la Sua pregiatissima pervenuta mezzo mail per comunicarle quanto segue:

  • cinque delle sei richieste da Ella avanzate sono completamente inammissibili, posto che per costante giurisprudenza, la domanda di accesso ai documenti della P.A. deve riferirsi a specifici documenti esistenti e non a dati, notizie o informazioni, non potendo comportare la necessità di un’attività di elaborazione di dati da parte del soggetto destinatario della richiesta (Cons. di St., V, 30.5.2016, n. 2271; T.A.R. Sicilia-Catania, IV, 6.3.2017, n. 424);
  • quanto all’unica richiesta ammissibile, Le comunico che non ho provveduto e non intendo provvedere alla interruzione del traffico sul ponte in coda al lago, e pertanto non esiste alcun atto amministrativo ad esso riferibile.

In disparte i formalismi amministrativi, l’occasione mi è però gradita per trasmetterLe copia delle due deliberazioni assunte all’unanimità dal Consiglio comunale di Capoterra in ordine alla messa in sicurezza del ponte in coda al lago, che prevedono la assoluta contrarietà alla realizzazione del viadotto progettato dalla Metassociati Srl di Macomer e la proposta di installazione di un efficiente sistema di protezione civile telecontrollato, unitamente all’aumento delle campate dell’attuale ponte (regolarmente edificato nel 1967).

La rassicuro comunque che il Comune provvederà immediatamente a ripristinare le spalle del ponte, erose dall’evento meteorico del 10 u.s.

Mi permetterà infine di ribadirLe che nel caso di eventi alluvionali, oltre alla doverosa applicazione del piano comunale di protezione civile, ciascun automobilista dovrebbe avere il buon senso di evitare di utilizzare la propria autovettura (che non possiede una “chiglia”), preferibilmente tenendola “ormeggiata” nella propria abitazione.

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. Antonio Zedda ha detto:

    Bellissima la lettera ! l’ipotesi “risposta del sindaco”

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  2. Giacomo Cillocu ha detto:

    Che si pensi a risolvere i problemi causati dalle perenni e recidive mancate manutenzioni ai Rii di tutta la zona. Le battaglie politiche sterili bisognerebbe lasciarle perdere. Il ponte proposto è dispendioso e fuori luogo ma le verifiche del ponte esistente vanno fatte. I ponti vanno chiusi prima e la Poggio dei Pini si deve dotare di un piano di emergenza rapido e di un direttore tecnico competente. Siamo sprovvisti da tempo di un Comitato tecnico in regola sia con le leggi vigenti ( Statuto ) che con i problemi causati da questi eventi. E’ una situazione offensiva verso Poggio dei Pini tutta.

    Ciao Giacomo

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  3. Antonio Zedda ha detto:

    Concordo Conte e ricordo a tutti che il comitato tecnico è stato sostituto da tempo da un direttorio composto da presidente e vice che Se la scrivono se la suonano e se la cantano In totale disprezzo Di quella partecipazione che invece sarebbe auspicabile.
    Antonio Zedda

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  4. Giacomo ha detto:

    Pazzesco davvero, senza.contare.che ogni lavoro che si fa.e’ totalmente.sbagliato e.non a regola d’arte, ultima e’ l’aiupla nupva del centro commerciale.

    ALUVIONE:

    Ricordiamo ai poggini che se quest’ultima alluvione avesse avuto l’epicentro sopra il.Poggio/bacino rio S. GEROLAMO, laghi, strade , steutture varie e tutta.la.zona sportiva, non si sarebbero piu’ . Chi non ha fatto.le.manutenzioni del Rio, sopratitto nel trratto sopra.il.lago, e’ un delinquente patentato.

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  5. Giacomo ha detto:

    Commemorazione alluvione 22 ottobre

    La cooperativa , nella sua.mail a tutti i soci, scrive che il ponte crollo’ , falso. Cosi come non crollo’ la diga neppure il ponte crollo’

    La Cooperativa pensi a far.fare.le.manutenzioni nel rio San Gerolamo anziche’ dormire e restare.inerme.e.inerte.

    Ciao Giacomo

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  6. Giacomo Cillocu ha detto:

    Inoltre le commemorazioni, se non accompagnate da continuative azioni che prevengano certi eventi, vedi segnalazioni, studi, piani di emergenza interni, lavori fatti bene evitando sperperi di denaro, sono del tutto inutili, tipiche di una vecchia politica . Chi si nasconde dietro certe abitudini negative, da negligente , è il vero problema del Poggio.

    Ricordo che ormai sono tutti d’accordo nel dire che se l’alluvione del 10 ottobre scorso fosse stata concentrata nel bacino di Poggio dei Pini, i danni sarebbero stati superiori a quelli del 2008, si parla di 500 mm di pioggia medi. Diga, piscine, strade, zona sportiva tutta, sarebbero spariti con molta probabilità, più i potenziali morti.

    Il ponte in oggetto era tranquillamente percorso da auto nonostante l’acqua lambisse il piano stradale, il tutto per almeno 2 ore, nonostante la storia recente. Ho dovuto chiamare i Vigili del Fuoco per farlo chiudere, avvertire Franco Magi e Corrias della Cooperativa. La Cooperativa è stata , in questa occasione , del tutto impreparata. Inutile commemorare o festeggiare con frasi di tipo autocelebrativo.

    E’ proprio per il rispetto dei morti, quello vero, che dovremmo curare tutti gli aspetti della sicurezza e ascoltare chi si muove per questi fini, prima però e non dopo con le solite festicciole vecchio sud

    Il voto verso la politica locale non supera il 2 in termini di gestione delle problematiche idrauliche del territorio.

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