LA MIGLIORE RISPOSTA ALL’ING. LUDOVICA MULAS: IL PONTE RIPRISTINATO IN POCHE ORE

Il Comune di Capoterra, proprietario della viabilità sulla strada 51 e del ponte in coda al lago, ha in poco più di mezza giornata ripristinato le spalle del ponte, danneggiate a seguito dell’ultimo evento alluvionale.

Questa è certamente la migliore risposta all’ing. Ludovica Mulas, ma non possiamo tuttavia sottacere che le considerazioni che il medesimo ingegnere ha offerto successivamente sono comunque paradossali e destituite di ogni fondamento logico e giuridico (https://poggiodeipini.blogspot.com/2018/10/mulas-perche-ho-scritto-al-sindaco-per.html).

Ed invero, contrariamente a quanto affermato da Ludovica Mulas, il pdf da noi inserito non è “solo la riscrittura parziale della lettera”, ma bensì è la sua copia integrale. Semplicemente non conteneva gli altri destinatari cui è stata inviata…

Gentile ing. Mulas, nessuno Le vieta di “scrivere al comune”, e non c’è nulla “di scandaloso nel mandare una richiesta di accesso agli atti”.

Duole però ribadire che Lei ha completamente travisato la natura giuridica dell’accesso agli atti amministrativi (potrà chiedere conferma all’ing. Roberto Trudu, che assomma alla laurea in ingegneria anche quella in servizi giuridici), posto che con la sua strampalata istanza non ha richiesto atti amministrativi, bensì informazioni, che come già detto sono completamente inammissibili, posto che per costante giurisprudenza la domanda di accesso ai documenti della P.A. deve riferirsi a specifici documenti esistenti e non a dati, notizie o informazioni, non potendo comportare la necessità di un’attività di elaborazione di dati da parte del soggetto destinatario della richiesta (Cons. di St., V, 30.5.2016, n. 2271; T.A.R. Sicilia-Catania, IV, 6.3.2017, n. 424).

Ella non ha pertanto minimamente applicato “il regolamento comunale che distingue, come da normativa vigente, tra accesso civico e accesso civico generalizzato”, né tantomeno ha “semplicemente adoperato i moduli scaricati dal sito del comune e li ho compilati secondo le istruzioni”.

Ha soltanto prodotto una istanza inammissibile e con traslitterazioni prive di senso.

Quanto al Suo dubbio “e infine mi chiedo perché quella lettera è stata riscritta… per caso è stata ottenuta con comportamenti non esattamente trasparenti”, posso garantirle che la lettera non è stata per nulla riscritta, ma ha semmai semplicemente suscitato ilarità.

Prendo atto inoltre che Lei stessa riconosce di sapere “poco sul funzionamento degli uffici pubblici”, ed è verissimo: i consiglieri infatti non sono “equiparati a qualunque cittadino e pertanto devono sottostare alle regole dell’accesso agli atti”.

Per la legge e per i giudici, infatti, il consigliere comunale non è un cittadino qualunque: “mentre in linea generale il diritto di accesso è finalizzato a permettere ai singoli soggetti di conoscere atti e documenti per la tutela delle proprie posizioni soggettive eventualmente lese – si legge ancora – quello riconosciuto ai consiglieri comunali è strettamente funzionale all’esercizio delle loro funzioni, alla verifica e al controllo del comportamento degli organi istituzionali decisionali dell’ente locale (Cons. Stato, sez. IV, 21 agosto 2006, n. 4855) ai fini della tutela degli interessi pubblici (piuttosto che di quelli privati e personali) e si configura come peculiare espressione del principio democratico dell’autonomia locale e della rappresentanza esponenziale della collettività (Cons. Stato, sez. V, 8 settembre 1994, n. 976)”.

Ed ancora, la privacy da Lei invocata è altresì completamente inconferente.

Resta il fatto – e questo è davvero importante – che il Comune di Capoterra ha speso pochissime migliaia di euro (a dieci anni dal 2008) per ripristinare il ponte in coda al lago, mentre la sola manutenzione ordinaria del gigantesco viadotto che Lei vorrebbe realizzato – in considerazione della vicinanza con il mare e della conseguente corrosione del ferro – costerebbe immensamente di più.

Ciò nonostante, il medesimo ponte in coda al lago è assolutamente sottodimensionato, ed è pertanto necessario quanto prima aumentarne le campate e l’altezza, installando un efficace sistema di protezione civile telecontrollato.

Il recente evento alluvionale ha però dimostrato l’assurdità di insistere nella realizzazione di un colossale viadotto in cemento armato precompresso del costo di oltre 7 milioni di euro.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. giacomo cillocu ha detto:

    CIAO,

    io penso che , come sempre è successo in questi ultimi 10 anni, e pure per i precedenti, chi aveva il dovere di legge per fare le manutenzioni del Rio S. Gerolamo a monte del ponte in oggetto , non le ha fatte e ha messo a rischio la vita degli abitanti e non, i fatti reali sono questi. L’ente pubblico avente tali responsabilità, si è mosso con negligenza certa e fare quasi delinquenziale. Sarà da accertare, perchè, come gia detto e scritto più volte, questa volta la pazienza è finita .

    Cordiali Saluti

    Giacomo Cillocu

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  2. Giacomo ha detto:

    Mi e’ sembrato che i massi siano stati.messi solo a valle e basta del ponte ma sono piu importanti a monte. Diciamo che bisognerebbe ultimare l’opera

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